MENO CONTANTE PIÙ CARTE DI CREDITO, UN VANTAGGIO E UN’ESIGENZA.

La ripresa dall’emergenza Covid-19 passa soprattutto dai comportamenti dei cittadini. Dopo decreti e blocchi ora è giunto il tempo della consapevolezza e del rigore, del rispetto dei distanziamenti sociali e delle prescrizioni. Oggi, in Italia anche le abitudini di pagamento possono favorire il contenimento dell’epidemia, facile immaginare che le transazioni con carte di credito contactless siano da preferire a quelle cash. Sembra evidente come sia ormai sul viale del tramonto l’uso del denaro contante.

Da anni e per motivi decisamente diversi, in molti caldeggiano la supremazia dei sistemi di pagamento più evoluti sul cash. Tracciabilità, evidenza del pagamento, emersione degli acquisti, sono da tempo cavalli di battaglia per i promotori delle carte di credito. L’Italia però è sempre rimasta al palo. Gli ultimi dati disponibili vedono le transazioni in denaro contante nel nostro Paese ancora superiori al 85%, contro una media europea che si attesta al 78% e casi virtuosi come quelli di Olanda (45%) e Francia (68%). La transazioni con carte di credito in Italia sono solo il 14%. Una percentuale ancora residuale.

Nei prossimi mesi queste forme di pagamento non saranno solo consigliate ma potrebbero essere essenziali per contribuire a salvaguardare la salute pubblica. Le regole del distanziamento sociale consigliano di evitare il passaggio, ravvicinato, di cash quando si perfezionano acquisti e quelle sanitarie impongono un’accurata pulizia della mani dopo aver maneggiato denaro contante.

Nei giorni scorsi, il 5 maggio 2020, si è tenuta la “Giornata mondiale per il lavaggio della mani”, promossa dal 2005 dall’OMS, come campagna di sensibilizzazione per la prevenzione delle infezioni trasmissibili e del contrasto ai microrganismi responsabili di molte malattie infettive. La pandemia segnerà dunque il tramonto di monete e banconote? Parrebbe di si. Secondo una ricerca pubblicata a inizio aprile dalla Bank for International Settlements (BIS) – la più antica istituzione finanziaria internazionale – diversi studi indicano che la probabilità di trasmissione tramite banconote del Covid-19 sia relativamente bassa. Nonostante ciò, nel pieno dell’emergenza, le banche centrali di Cina e Corea del Sud hanno avviato un programma di disinfestazione delle banconote e Pechino ha scelto addirittura di metterle in quarantena per quattordici giorni, come fossero esseri umani. Il documento della BIS incoraggia i pagamenti contactless e suggerisce un’accelerazione al passaggio alle transazioni digitali.

La via sembra tracciata: niente contanti, niente contatto. Un trend confermato durante la quarantena. In Italia gli acquisti online sono cresciuti a ritmi sostenuti. Nel solo mese di marzo il settore food ha registrato un +162% rispetto a 12 mesi prima negli acquisti online pagati con carta di credito. Cosi come il settore delle consegne a domicilio dove eccelle Glovo, partner di Diners Club Italia. I sistemi si stanno evolvendo, la sicurezza e la tracciabilità sono al primo posto nella scala di priorità e il denaro digitale si afferma anche per acquisti di pochi euro. Realtà di pagamento istantaneo – come Mobysign con cui Diners Club Italia ha recentemente siglato un accordo di partnership – sono in grande evoluzione.

La fase 2 dell’emergenza vedrà quindi sempre più transazioni senza contante e di conseguenza sempre più negozi fisici, indipendentemente dagli acquisti online, in grado di accettare pagamenti con carta di credito. E chi non si adeguerà sarà ulteriormente penalizzato. Anche le Istituzioni però dovranno fare la loro parte per accompagnare i cittadini sprovvisti di conto corrente o carta di credito – per questioni di culturali, generazionali o di indigenza – verso una progressiva inclusione sociale anche in questo ambito.