Si torna in campo! Il golf con il PGA Tour riprende le gare.

Sono passati 94 giorni dall’ultima pallina imbucata nel PGA Tour, il circuito professionistico americano di golf, il più ricco e noto al mondo. Era il 12 marzo scorso e la prima giornata del The Players in Florida si era appena conclusa. Dopo un lungo consulto ecco la decisione: torneo sospeso cosi come il resto della stagione.

Ora tutto è pronto per tornare giocare.

Dall’11 al 14 giugno, in Texas a Fort Worth, va in scena il Charles Schwab Challenge, primo torneo del Tour post Covid-19. L’atmosfera non sarà quella di sempre. Niente pubblico, sostanzialmente la metà delle persone dell’organizzazione presenti al Colonial Country Club, 400 test eseguiti e tantissime precauzioni per garantire la sicurezza dei giocatori. Loro, i protagonisti, ci saranno praticamente tutti. Il field è stellare con i primi 5 giocatori del ranking mondiale al via, a partire dal numero uno il nordirlandese Rory McIlroy, insieme alo spagnolo Jon Rahm e allo statunitense Bruce Koepka. In totale 15 dei migliori 20 al mondo saranno sul tee di partenza da giovedì mattina (quando in Italia sarà il primo pomeriggio). Il via si susseguirà ogni 10 minuti per fermarsi però alle 8.46 ora locale. Sarà il ricordo che il PGA Tour vuole tributare a George Floyd, bloccato per 8 minuti e 46 secondi schiacciato sotto il ginocchio dell’agente Derek Chauvin che ne ha provocato la morte.

Assente Tiger Woods, reduce dalla sfida di beneficenza, giocata il 24 maggio scorso, quando è sceso in campo dimostrando una forma perfetta, insieme a Phil Mickelson e alle ex star della NFL Peyton Manning e Tom Brady. Un match che ha permesso di raccogliere 20 milioni di dollari a favore di iniziative di contrasto al Covid-19. Non ci sarà nemmeno Francesco Molinari, il migliore italiano in questo momento al 28 posto della classifica mondiale che ha preferito rimanere con la sua famiglia a Londra.

Il golf è il primo sport professionistico americano a tornare in campo e lo fa forte di due condizioni favorevoli. Certamente, per caratteristiche e ambientazione, si tratta della disciplina con la minor possibilità di contagio da Covid-19. Si gioca infatti in uno spazio aperto di almeno 60 ettari, in gruppi di 4 giocatori che durante il gioco non sono mai in contatto, anzi spesso di trovano a decine di metri l’uno dall’altro. Non c’è un “attrezzo” comune, come ad esempio una palla, ma ogni giocatore dispone delle sua attrezzatura e quindi non può diffondere, tramite questa, il contagio.

E poi il golf è fra gli sport più popolari e praticati al mondo, sono circa 60 milioni i golfisti in attività, con una vastissima audience televisiva a livello planetario e con una rete di aziende sponsor e partner che fanno la fila per abbinare il proprio brand ai tornei più prestigiosi. Da anni Diners Club International è vicina al golf con l’organizzazione di Pro-Am, di un circuito di gare con una finale in luoghi da sogno e con la partnership in tornei internazionali. Una passione condivisa con i propri Soci che trovano nel golf uno sport perfetto per tenersi in forma e fare community.

La stagione del PGA Tour riprende con 4 tornei che si giocheranno a porte chiuse, cioè senza pubblico. Ma a partire dal Memorial, a metà luglio in Ohio, il pubblico sarà riammesso anche se in numero ridotto. Una prova generale lunga due mesi in vista della Ryder Cup, la sfida fra la selezione statunitense e quelle europea prevista per fine settembre in Wisconsin, che è ancora inserita nel calendario e che ritroverebbe tutto il suo fascino se anche gli spettatori, tanti o pochi, potessero fare la loro parte.